lunedì 7 febbraio 2011

Lo splendido violino verde



E' tanto che non ti scrivo. Non ho tue notizie.
Ma sempre
spero che un giorno o l'altro tu possa tornare
nella città che hai cantato.
Come stupide navi si dissolvono gli anni.
Io recito al Wolker. Sono serena. Il passato
lo tengo lontano, sui margini, come un intruso.
C'è solo un filo di ignobile malinconia,
che trapela talvolta di sotto una porta,
ma io riesco a tagliarlo, fingendomi ottusa
e decrepita come una mummia di Strindberg.
La primavera ha inondato di bionde forsythie
la piccola casa in cui vivo, in cui studio le parti.
Com'è duro parlarsi a distanza,
quando l'armadio del cuore
vorrebbe aprirsi in un fiotto di chiacchiere.
Eppure vedrai, se verrai: dopo secoli
non avremo che dirci, vi sarà solo un attònito,
goffo, appallottolato, bruciante silenzio.

(Angelo Maria Ripellino)

4 commenti:

cosimo ha detto...

Penso che quel silenzio avrà solo la durata di pochi battiti di ciglia.

Gioia ha detto...

ehi ciao nonnafausta.. grazie !!per esserti linkata al mio blog. Ti dò il benvenuto e ricambio con tutto il cuore.. :-))

Gioia ha detto...

nonna, ci vieni alla manifestazione..?

IsA ha detto...

ciao e ben ritrovata. No preoccuparti la tristezza passerà, anzi pensa a qualcosa di bello che ti fa sorridere...funziona.
baci