venerdì 1 giugno 2018

Cielo di Giugno



Cielo di giugno, azzurra giovinezza
dell'anno; ed allegrezza
di rondini sfreccianti in folli giri

nell'aria. Ombre, ombre d'ali
vedo guizzar sul bianco arroventato
del muro in fronte: ombre a saetta, nere,
vive al mio sguardo più dell’ali vere.
Traggon dal nulla, scrivendo con nulla
parole d'un linguaggio
perduto; e le cancellano
ratte, fuggendo via fra raggio e raggio.




giovedì 10 maggio 2018

NON ASPETTARE

  

“Non aspettare che ci sia sereno 

o cada una tiepida pioggia

o l’orchestra dei fiori incominci a suonare

o i già muti pesci tacciano ancor di più.

Fa' che ti basti che cominci il giorno

e che sia fatto chiaro come pagina bianca

voltata dopo la nera.

Allora tieni la faccia più alta che si può e tenta

perché tentar non nuoce.


(Pablo Neruda)


domenica 6 maggio 2018

Trattieni...


Trattieni l’azzurro, cielo. 

Trattieni le rocce, terra. 

Trattieni i flauti, vento ... 

E tu, Mamma, trattieni le ombre e le preghiere.

 Chi ama canta 

e non c’è canto che non sia di libertà. 

Faraj Bayrakdar


lunedì 30 aprile 2018

Lascia stare



Lascia stare.
Tutto ciò che non è chiaro.
Tutto ciò che sfugge, che non si fa comprendere, raggiungere, trovare.
Lascia stare tutto ciò che è confuso, irrisolto, 
Instabile.
Tutto ciò che non ti viene incontro, che non ti rassicura, che non si dimostra.
Lascia stare tutto ciò che tu vorresti, che vorresti fortemente. 
Ma che non muove un passo verso te.

(Paola Delton)



mercoledì 27 dicembre 2017

Una poesia di Davide Maria Turoldo

“Per favore, non rubatemi la mia serenità.

E la gioia che nessun tempio ti contiene, 
o nessuna chiesa t'incatena:
Cristo sparpagliato per tutta la terra,
Dio vestito di umanità:
Cristo sei nell'ultimo di tutti
come nel più vero tabernacolo:
Cristo dei pubblicani,
delle osterie dei postriboli,
il tuo nome è colui
che-fiorisce-sotto-il-sole.


martedì 24 ottobre 2017

Dopo un po' impari

Dopo un po’ impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un’anima.
E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bambino.
Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perché il terreno di domani
è troppo incerto per fare piani.
Dopo un po’ impari che il sole scotta, se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte, e che vali davvero.
E impari e impari e impari. Con ogni addio impari.

(Veronica Shoffstall)

lunedì 11 settembre 2017

Due parole

*     

All’orecchio questa notte mi hai detto due parole
comuni. Due parole stanche
di essere dette. Parole
che da vecchie si son fatte nuove.

Due parole così dolci, che la luna che passava 
filtrando tra i rami
nella mia bocca si è fermata. Due parole così dolci
che una formica mi cammina sul collo e resto immobile
non provo nemmeno a scacciarla.

Due parole così dolci
che senza volerlo esclamo: oh, che bella, la vita!
Così dolci e così mansuete
che oli profumati scorrono sul corpo.

Così dolci e così belle
che nervose, le mie dita,
si muovono verso il cielo imitando una forbice.

Vorrebbero le mie dita
tagliare stelle.

(Alfonsina Storni)