mercoledì 27 dicembre 2017

Una poesia di Davide Maria Turoldo

“Per favore, non rubatemi la mia serenità.

E la gioia che nessun tempio ti contiene, 
o nessuna chiesa t'incatena:
Cristo sparpagliato per tutta la terra,
Dio vestito di umanità:
Cristo sei nell'ultimo di tutti
come nel più vero tabernacolo:
Cristo dei pubblicani,
delle osterie dei postriboli,
il tuo nome è colui
che-fiorisce-sotto-il-sole.


martedì 24 ottobre 2017

Dopo un po' impari

Dopo un po’ impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un’anima.
E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bambino.
Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perché il terreno di domani
è troppo incerto per fare piani.
Dopo un po’ impari che il sole scotta, se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte, e che vali davvero.
E impari e impari e impari. Con ogni addio impari.

(Veronica Shoffstall)

lunedì 11 settembre 2017

Due parole

*     

All’orecchio questa notte mi hai detto due parole
comuni. Due parole stanche
di essere dette. Parole
che da vecchie si son fatte nuove.

Due parole così dolci, che la luna che passava 
filtrando tra i rami
nella mia bocca si è fermata. Due parole così dolci
che una formica mi cammina sul collo e resto immobile
non provo nemmeno a scacciarla.

Due parole così dolci
che senza volerlo esclamo: oh, che bella, la vita!
Così dolci e così mansuete
che oli profumati scorrono sul corpo.

Così dolci e così belle
che nervose, le mie dita,
si muovono verso il cielo imitando una forbice.

Vorrebbero le mie dita
tagliare stelle.

(Alfonsina Storni)



Non ti arrendere

Non ti arrendere, ancora sei in tempo
per arrivare e cominciar di nuovo,
accettare le tue ombre
seppellire le tue paure
liberare il buonsenso,
riprendere il volo.

Non ti arrendere perché la vita e così.
Continuare il viaggio
Perseguire i sogni
Sciogliere il tempo
togliere le macerie
e scoperchiare il cielo.

Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole si nasconda
E taccia il vento
Ancora c’è fuoco nella tua anima
Ancora c’è vita nei tuoi sogni.

Perché la vita è tua
e tuo anche il desiderio
Perché lo hai voluto e perché ti amo
Perché esiste il vino e l’amore,
è vero.
Perché non vi sono ferite che non curi il tempo

Aprire le porte
Togliere i catenacci
Abbandonare le muraglie
Che ti protessero
Vivere la vita e accettare la sfida
Recuperare il sorriso
Provare un canto
Abbassare la guardia e stendere le mani
aprire le ali
e tentare di nuovo
Celebrare la vita e riprendere i cieli.

Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole tramonti e taccia il vento,
ancora c’è fuoco nella tua anima,
ancora c’è vita nei tuoi sogni,
perché ogni giorno è un nuovo inizio
perché questa è l’ora e il miglior momento
perché non sei sola, perché io ti amo.

Mario Benedetti



domenica 22 gennaio 2017

La vita e nient'altro

Parlo dell'anima
Potrei parlare del corpo
il legno di questo tavolo
o il tessuto dei tuoi vestiti
Potrei dire ogni cosa 
nella luce
L'anima non è altro che l'invisibile
e l'invisibile è tutto ciò che vediamo
o piuttosto tutto ciò che sotto i nostri occhi
chiede di essere visto
dispera di essere visto
chiama chiama chiama

Christian Bobin

mercoledì 16 novembre 2016

Il poeta Arnold Slucki in via Nowy Swiat



Prima 
di andarsene per sempre 
a Gerusalemme 
camminava per via Nowy Swiat 
guardava senza vedere niente 
un vecchio cappotto senza un bottone 
la fronte sempre sudata

le tasche piene di poesie

le tirava fuori una dopo l’altra 
davanti a un portone 
me le metteva in mano 
e me le faceva leggere


È buona? 
Non è buona

Dispiaciuto 
prendeva la successiva 
la quinta la decima

Alla fine trasse di tasca una colomba 
E questo cos'è? Domandai

Non lo vedi? 
La mia ultima poesia! 
Non sai che un uccello è una poesia? 
Poesia che vola?

(Ryszard Kapuściński, da Taccuino d'appunti, curato da Silvano De Fanti)




mercoledì 2 novembre 2016

Un ricordo per i nostri cari

Quando saranno gli altri
a raccontare storie di te
vorrà dire che sarai arrivato
e che potrai decidere,
finalmente,
di attraversare la foresta
senza aver paura del buio
e di intraprendere un viaggio
senza misurarne la distanza
e di accompagnare gli uccelli migratori
senza chiederti per dove,
o ascoltare il to cuore
senza dover fare silenzio.
Allora, certo, sarai libero
e dal canto di un Fuoco che non si spegne
o contemplando un’Aurora eterna
potrai sorridere
di quanto, chi è rimasto, faccia fatica a capire…

(Lorenzo Lisci)