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domenica 2 maggio 2021

Amo vivere

 


 Lavatevi le mani,

ma andate scalzi

e baciate la terra ferita.

Starnutite pure nel gomito,

ma leccate le lacrime di chi piange.

Non viaggiate a vanvera

ora è tempo di stare fermi

nel mondo

per muoversi in noi stessi

dentro gli spazi sottili

del sacro e l’umano.

Indossate pure le mascherine,

ma fatene la cattedrale del vostro respiro,

del respiro del cosmo.

Ascoltate pure il telegiornale

che finalmente parla di noi

e del più grande miracolo

mai capitato:

"siamo vivi"

e non ci rallegra morire.

Per ogni nuovo contagio

accarezza un cane,

pianta un fiore,

raccogli una cicca da terra,

chiama un amico che ti manca,

narra una fiaba a un bambino.

Ora che tutti contano i morti

tu conta i vivi,

e vivi per contare,

concedi solo l’ultimo istante

alla morte,

ma fino ad allora

vivi all’infinito,

consacrati all’eterno.

{Andrea Melis}



 

giovedì 1 ottobre 2020

Tieni presente

 




Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,

i capelli diventano bianchi,

i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che è importante non cambia;

la tua forza e la tua convinzione non hanno età.

Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.

Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.

Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.

Non vivere di foto ingiallite…

insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.

Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni

non potrai correre, cammina veloce.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

Quando non potrai camminare, usa il bastone.

Però non trattenerti mai!

❖ Madre Teresa di Calcutta

 

domenica 6 maggio 2018

Trattieni...


Trattieni l’azzurro, cielo. 

Trattieni le rocce, terra. 

Trattieni i flauti, vento ... 

E tu, Mamma, trattieni le ombre e le preghiere.

 Chi ama canta 

e non c’è canto che non sia di libertà. 

Faraj Bayrakdar


lunedì 11 settembre 2017

Due parole

*     

All’orecchio questa notte mi hai detto due parole
comuni. Due parole stanche
di essere dette. Parole
che da vecchie si son fatte nuove.

Due parole così dolci, che la luna che passava 
filtrando tra i rami
nella mia bocca si è fermata. Due parole così dolci
che una formica mi cammina sul collo e resto immobile
non provo nemmeno a scacciarla.

Due parole così dolci
che senza volerlo esclamo: oh, che bella, la vita!
Così dolci e così mansuete
che oli profumati scorrono sul corpo.

Così dolci e così belle
che nervose, le mie dita,
si muovono verso il cielo imitando una forbice.

Vorrebbero le mie dita
tagliare stelle.

(Alfonsina Storni)



Non ti arrendere

Non ti arrendere, ancora sei in tempo
per arrivare e cominciar di nuovo,
accettare le tue ombre
seppellire le tue paure
liberare il buonsenso,
riprendere il volo.

Non ti arrendere perché la vita e così.
Continuare il viaggio
Perseguire i sogni
Sciogliere il tempo
togliere le macerie
e scoperchiare il cielo.

Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole si nasconda
E taccia il vento
Ancora c’è fuoco nella tua anima
Ancora c’è vita nei tuoi sogni.

Perché la vita è tua
e tuo anche il desiderio
Perché lo hai voluto e perché ti amo
Perché esiste il vino e l’amore,
è vero.
Perché non vi sono ferite che non curi il tempo

Aprire le porte
Togliere i catenacci
Abbandonare le muraglie
Che ti protessero
Vivere la vita e accettare la sfida
Recuperare il sorriso
Provare un canto
Abbassare la guardia e stendere le mani
aprire le ali
e tentare di nuovo
Celebrare la vita e riprendere i cieli.

Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole tramonti e taccia il vento,
ancora c’è fuoco nella tua anima,
ancora c’è vita nei tuoi sogni,
perché ogni giorno è un nuovo inizio
perché questa è l’ora e il miglior momento
perché non sei sola, perché io ti amo.

Mario Benedetti



mercoledì 2 novembre 2016

Un ricordo per i nostri cari

Quando saranno gli altri
a raccontare storie di te
vorrà dire che sarai arrivato
e che potrai decidere,
finalmente,
di attraversare la foresta
senza aver paura del buio
e di intraprendere un viaggio
senza misurarne la distanza
e di accompagnare gli uccelli migratori
senza chiederti per dove,
o ascoltare il to cuore
senza dover fare silenzio.
Allora, certo, sarai libero
e dal canto di un Fuoco che non si spegne
o contemplando un’Aurora eterna
potrai sorridere
di quanto, chi è rimasto, faccia fatica a capire…

(Lorenzo Lisci)


domenica 23 ottobre 2016

Anche la vecchiaia è poesia

Entro nella vecchiaia in punta di piedi, 
come in un bosco d'autunno, 
passo dopo passo sulle foglie vive 
che ancora cadono. 
Davanti a me - l'albero della vita.
E lentamente con sguardo ansimante 
salgo verso il passato 
e scendo nei giorni futuri. 
Finalmente! Tanto infinito è per me 
il cammino senza fretta.
Le direzioni non sono avare di curve. 
La lontananza non fa male. 
Non colpisce il gong della luna. 
Non può essere incatenato 
lo spirito che ha infranto le catene.
Non ti può essere tolto 
quello che hai dato. 
Mi rimane un'ultima 
goccia di luce senza fine. 
E spira pace dal mondo intero.


Blaga Dimitrova


lunedì 29 agosto 2016

Occhi estivi

Nell'età che definisco
"tra poco è l'alba"
ti vidi e subito fui
nelle tue mani.

Passò la nostra estate
così in fretta
che gli anni ora sembrano
"tra un'ora è sera"
e sono ancora piacevolmente
nelle tue mani.

(Bruno Dall'Olio)



lunedì 27 giugno 2016

Occhi estivi

Nell'età che definisco
"tra poco è l'alba"
ti vidi e subito fui
nelle tue mani.

Passò la nostra estate
così in fretta
che gli anni ora sembrano
"tra un'ora è sera"
e sono ancora piacevolmente
nelle tue mani.

(Bruno Dall'Olio)


martedì 14 ottobre 2014

Questa giornata...

Mi pareva che questa giornata

senza te
dovesse essere inquieta,
oscura. Invece è colma
di una strana dolcezza, che s’allarga
attraverso le ore -
forse com’è la terra
dopo uno scroscio,
che resta sola nel silenzio a bersi
l’acqua caduta
e a poco a poco
nelle più fonde vene se ne sente
penetrata.
La gioia che ieri fu angoscia,
tempesta -
ora ritorna a brevi
tonfi sul cuore,
come un mare placato:
al mite sole riapparso brillano,
candidi doni,
le conchiglie che l’onda
lasciò sul lido.

(Antonia Pozzi)



ALLA FINESTRA LA SPERANZA

La strada è lunga
ma non esiste che un solo mezzo
per sapere dove può condurre...
proseguire il cammino.

(don Tonino Bello)


martedì 28 gennaio 2014

NON È VERO



Non è vero che di nuovo la stanza striderà nel vento
come ora tra gli uccelli autunnali
che basterà scegliere i cenni
e oscillando sulla sedia pensare
che la pioggia disperda
il male di un intero pomeriggio.

Non sarà l'assenza di fessure di ogni vita
le foglie moltiplicate sui soffitti
il tremendo ascoltarci chini gli uni sugli altri
mentre rabbrividendo corriamo verso casa.
Nessuno ci farà percorrere di nuovo una ferita
avanti e indietro senza chiudere il solco.

Dovremo imparare, una volta soltanto:
restare quieti
come quando d'inverno manca a lungo la luce
sapere che non c'è offesa
che l'ombra ci ha colpito indistinta
vuota - e senza odio.

(Antonella Anedda)

martedì 24 dicembre 2013

È Natale...

Ho visto in una grotta nascere un bambino
Non aveva nulla,
se non l’amore grande dei suoi genitori.
Ma quanti bambini nascono e non hanno nulla
Neppure l’amore intorno a loro
…e non era Natale

Ho visto un uomo andare per le strade
A predicare l’amore
A donare il suo amore
Ma tanti uomini vivono
Per dedicare agli altri uomini la loro vita
….e non era Natale

Ho visto dietro quella grotta
Su quelle strade
Spuntare una Croce
Su cui un uomo – che era Dio
Ha accettato di essere inchiodato
Per aprirci la strada della Vita
….. ed ho capito


…...ed è Natale


venerdì 22 novembre 2013

Se avessi



Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.

... "Speranza a buon mercato!"
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.

E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

Gianni Rodari

mercoledì 25 settembre 2013

BALLATA DELLE DONNE



Quando ci penso, che il tempo è passato,

le vecchie madri che ci hanno portato,

poi le ragazze, che furono amore,

e poi le mogli e le figlie e le nuore,

femmina penso, se penso una gioia:

pensarci il maschio, ci penso la noia.



Quando ci penso, che il tempo è venuto,

la partigiana che qui ha combattuto,

quella colpita, ferita una volta,

e quella morta, che abbiamo sepolta,

femmina penso, se penso la pace:

pensarci il maschio, pensare non piace.


Quando ci penso, che il tempo ritorna,

che arriva il giorno che il giorno raggiorna,

penso che è culla una pancia di donna,

e casa è pancia che tiene una gonna,

e pancia è cassa, che viene al finire,

che arriva il giorno che si va a dormire.



Perché la donna non è cielo, è terra

carne di terra che non vuole guerra:

è questa terra, che io fui seminato,

vita ho vissuto che dentro ho piantato,

qui cerco il caldo che il cuore ci sente,

la lunga notte che divento niente.



Femmina penso, se penso l'umano

la mia compagna, ti prendo per mano

(Edoardo Sanguineti).



venerdì 2 gennaio 2009