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giovedì 1 ottobre 2020

Tieni presente

 




Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,

i capelli diventano bianchi,

i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che è importante non cambia;

la tua forza e la tua convinzione non hanno età.

Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.

Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.

Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.

Non vivere di foto ingiallite…

insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.

Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni

non potrai correre, cammina veloce.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

Quando non potrai camminare, usa il bastone.

Però non trattenerti mai!

❖ Madre Teresa di Calcutta

 

giovedì 9 luglio 2020

Poesia


Ma nell’aldilà
nessuno nessuno ci separerà:
saremo due gocce di pioggia uguali
o saremo due moscerini con le ali
saremo due lumachine lente liete
o due puntini splendenti di stelle comete
saremo due granelli di terra rotondi
o saremo due insettini vagabondi
uno davanti l’altra dietro
cammineremo cammineremo
circumnavigheremo il vetro
della finestra chiusa ma se aperta
via via per l’alto del cielo punteremo
di tanto in tanto Lei si girerà
controllerà che anche io ci sia
ci sarò ci sarò anima mia.

◈ Vivian Lamarque

venerdì 29 giugno 2018

La dolce indifferenza dell’attimo


Più importante di ogni altra cosa
è il concedersi qualche ora di libertà,
difendere il diritto a non essere necessari,
a non realizzare nulla, a guardare i boschi,
a osservare dalla finestra la gente che passa
oppure a indugiare in una conversazione con un amico 
senza arrivare a niente

Owe Wikstrom 
da "elogio della lentezza"




VIBRAZIONI

Da un caro amico di web, Marghian



Non una foglia che cade
Ne’ silente respiro di un bimbo che dorme
Ne’ lacrima su un viso di madre
O lieve sommesso affanno
E ne’ goccia di rugiada che torna al cielo 
Niente di tutto questo accade
Senza che l’intero universo abbia un fremito






venerdì 1 giugno 2018

Cielo di Giugno



Cielo di giugno, azzurra giovinezza
dell'anno; ed allegrezza
di rondini sfreccianti in folli giri

nell'aria. Ombre, ombre d'ali
vedo guizzar sul bianco arroventato
del muro in fronte: ombre a saetta, nere,
vive al mio sguardo più dell’ali vere.
Traggon dal nulla, scrivendo con nulla
parole d'un linguaggio
perduto; e le cancellano
ratte, fuggendo via fra raggio e raggio.




giovedì 10 maggio 2018

NON ASPETTARE

  

“Non aspettare che ci sia sereno 

o cada una tiepida pioggia

o l’orchestra dei fiori incominci a suonare

o i già muti pesci tacciano ancor di più.

Fa' che ti basti che cominci il giorno

e che sia fatto chiaro come pagina bianca

voltata dopo la nera.

Allora tieni la faccia più alta che si può e tenta

perché tentar non nuoce.


(Pablo Neruda)


domenica 6 maggio 2018

Trattieni...


Trattieni l’azzurro, cielo. 

Trattieni le rocce, terra. 

Trattieni i flauti, vento ... 

E tu, Mamma, trattieni le ombre e le preghiere.

 Chi ama canta 

e non c’è canto che non sia di libertà. 

Faraj Bayrakdar


martedì 24 ottobre 2017

Dopo un po' impari

Dopo un po’ impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un’anima.
E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bambino.
Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perché il terreno di domani
è troppo incerto per fare piani.
Dopo un po’ impari che il sole scotta, se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte, e che vali davvero.
E impari e impari e impari. Con ogni addio impari.

(Veronica Shoffstall)

domenica 22 gennaio 2017

La vita e nient'altro

Parlo dell'anima
Potrei parlare del corpo
il legno di questo tavolo
o il tessuto dei tuoi vestiti
Potrei dire ogni cosa 
nella luce
L'anima non è altro che l'invisibile
e l'invisibile è tutto ciò che vediamo
o piuttosto tutto ciò che sotto i nostri occhi
chiede di essere visto
dispera di essere visto
chiama chiama chiama

Christian Bobin

domenica 23 ottobre 2016

Anche la vecchiaia è poesia

Entro nella vecchiaia in punta di piedi, 
come in un bosco d'autunno, 
passo dopo passo sulle foglie vive 
che ancora cadono. 
Davanti a me - l'albero della vita.
E lentamente con sguardo ansimante 
salgo verso il passato 
e scendo nei giorni futuri. 
Finalmente! Tanto infinito è per me 
il cammino senza fretta.
Le direzioni non sono avare di curve. 
La lontananza non fa male. 
Non colpisce il gong della luna. 
Non può essere incatenato 
lo spirito che ha infranto le catene.
Non ti può essere tolto 
quello che hai dato. 
Mi rimane un'ultima 
goccia di luce senza fine. 
E spira pace dal mondo intero.


Blaga Dimitrova


lunedì 29 agosto 2016

Occhi estivi

Nell'età che definisco
"tra poco è l'alba"
ti vidi e subito fui
nelle tue mani.

Passò la nostra estate
così in fretta
che gli anni ora sembrano
"tra un'ora è sera"
e sono ancora piacevolmente
nelle tue mani.

(Bruno Dall'Olio)



lunedì 27 giugno 2016

Occhi estivi

Nell'età che definisco
"tra poco è l'alba"
ti vidi e subito fui
nelle tue mani.

Passò la nostra estate
così in fretta
che gli anni ora sembrano
"tra un'ora è sera"
e sono ancora piacevolmente
nelle tue mani.

(Bruno Dall'Olio)


martedì 28 gennaio 2014

NON È VERO



Non è vero che di nuovo la stanza striderà nel vento
come ora tra gli uccelli autunnali
che basterà scegliere i cenni
e oscillando sulla sedia pensare
che la pioggia disperda
il male di un intero pomeriggio.

Non sarà l'assenza di fessure di ogni vita
le foglie moltiplicate sui soffitti
il tremendo ascoltarci chini gli uni sugli altri
mentre rabbrividendo corriamo verso casa.
Nessuno ci farà percorrere di nuovo una ferita
avanti e indietro senza chiudere il solco.

Dovremo imparare, una volta soltanto:
restare quieti
come quando d'inverno manca a lungo la luce
sapere che non c'è offesa
che l'ombra ci ha colpito indistinta
vuota - e senza odio.

(Antonella Anedda)

venerdì 22 novembre 2013

Se avessi



Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.

... "Speranza a buon mercato!"
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.

E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

Gianni Rodari

mercoledì 25 settembre 2013

BALLATA DELLE DONNE



Quando ci penso, che il tempo è passato,

le vecchie madri che ci hanno portato,

poi le ragazze, che furono amore,

e poi le mogli e le figlie e le nuore,

femmina penso, se penso una gioia:

pensarci il maschio, ci penso la noia.



Quando ci penso, che il tempo è venuto,

la partigiana che qui ha combattuto,

quella colpita, ferita una volta,

e quella morta, che abbiamo sepolta,

femmina penso, se penso la pace:

pensarci il maschio, pensare non piace.


Quando ci penso, che il tempo ritorna,

che arriva il giorno che il giorno raggiorna,

penso che è culla una pancia di donna,

e casa è pancia che tiene una gonna,

e pancia è cassa, che viene al finire,

che arriva il giorno che si va a dormire.



Perché la donna non è cielo, è terra

carne di terra che non vuole guerra:

è questa terra, che io fui seminato,

vita ho vissuto che dentro ho piantato,

qui cerco il caldo che il cuore ci sente,

la lunga notte che divento niente.



Femmina penso, se penso l'umano

la mia compagna, ti prendo per mano

(Edoardo Sanguineti).



lunedì 11 aprile 2011

MEMORIA


È la memoria una distesa
di campi assopiti
e i ricordi in essa
chiomati di nebbia e di sole.

Respira
una pianura
rotta solo
dagli eguali ciuffi di sterpi:

in essa
unico albero verde
la mia serenità.

(Davide Maria Turoldo)

venerdì 14 gennaio 2011

Haiti


Ci vorrà l’eruzione del vulcano perché cessi la danza
la montagna e le sue ceneri scarlatte per inghiottire
i castelli dell’incoscienza
il fiume e le sue lave di fuoco per cacciare la puzza in cui
la negraglia brulica come vermi
il griot ritornato alle fonti africane
parla di un paese in tre pezzi
Haiti della pirateria
Haiti della buffoneria
Haiti della tragedia
tra la testa d’oro del mostro
e le sue gambe che la cancrena imputridisce
queste vaste terre incolte queste no man’s land
di cui una delle frontiere raggiunge le cime ghiacciate
del disprezzo
e l’altra vicina al cratere da cui scaturiscono le
alte fiamme della collera
ci vorrà l’esplosione del vulcano perché cessi la danza
salvo sul mare
di fronte alla massa bianca del palazzo seduto sulle zampe
in mezzo a flutti verdi che lambiscono i piedi del
grande scalone semicircolare
libertà vestita di stracci
libertà nuda
il popolo ha conquistato la parola e le strade
io ho vissuto per questo giorno in cui m’immergo
nel mio popolo
come nei flutti verdi della mia infanzia
la foce dell’adolescenza la cui corrente mi trascina
al mare

Paul Laraque, poeta haitiano

lunedì 27 dicembre 2010

Nato



Nato.
Cosí è nato, anche lui.
Nato come tutti.
Come me, che morirò.
Figlio d’una donna reale.
Uno giunto dalle profondità del corpo.
In viaggio verso l’omega.
Esposto
alla propria assenza
da ogni dove,
in ogni istante.
E la sua testa
è una testa contro un muro
cedevole per ora.
E le sue mosse
sono tentativi di eludere
il verdetto universale.
Ho capito che è già a metà del cammino.
Ma questo non me lo ha detto,
no…..


(Wislawa Szymborska)

lunedì 19 aprile 2010

IL DESTINO DEL POETA




Parole? Si, di aria
e nell'aria perdute.
Tu lascia che mi perda tra parole,
lasciami essere aria su labbra,
un soffio vagabondo senza sagoma,
breve aroma che l'aria fa svenire.

Anche la luce in se stessa si perde.

(Octavio Paz,)

sabato 9 gennaio 2010

Sola


Ti domandi se mi sento sola:

Ok allora, sì, mi sento sola

come un aereo vola solo e orizzontale

sulla sua onda radio, puntando

oltre le Montagne Rocciose

verso le piste recinte di blu

di un aeroporto sull'oceano.

Mi vuoi chiedere, mi sento sola?

Bene, certo, sola

come una donna che attraversa il paese guidando

giorno dopo giorno, lasciandosi dietro

miglio dopo miglio

piccole città dove avrebbe potuto fermarsi

a vivere e morire, da sola.

Se mi sento soladev'essere la solitudine

di svegliarsi per prima, di respirare

il primo respiro freddo dell'alba sulla città

di essere l'unica che è sveglia

in una casa avvolta nel sonno.

Se mi sento sola

è come la barca chiusa nel ghiaccio della riva

nell'ultima luce rossa dell'anno

che sa che cos'è, che sa che non è
ghiaccio ne' fango ne' luce d'inverno

ma legno, con quel dono di poter bruciare


Adrienne Rich