venerdì 17 febbraio 2012

Un bel giorno


Meglio cantare che morire

soffrire

sorridere

non penso al giorno

che me ne andrò

sarà un bel giorno

sicuramente si

un bel giorno

si

volando camminando cantando

onda su onda

nell’aria

bufera o libeccio che sia

chissà dove arriverò

sicuro nel cielo sarò

tra le pagine di un libro

già letto mai scritto

infinito

col vino dal color rosso vermiglio

scarabochierò una sola sensata parola

fine

(Di zebacchetti)





 

6 commenti:

Maxtraetto ha detto...

...perché non si muore di morte ma di vita e visto che la vita è bella anche la morte lo sarà... a tempo debito.
Un graziabbraccio

Sari ha detto...

Ci stanno lasciando personaggi significativi. Credo che la morte sia accettabile se c'è coscienza di avere lasciato un pur sottile filo di bene per i Futuri. Altrimenti poveri noi, saremmo vissuti invano.
Ciao Fausta, non c'è tristezza in questa poesia, andrò a conoscere l'autore.
Grazie e un abbraccio.

Giancarlo ha detto...

Viviamo questa bella vita attimo dopo attimo e la morte ci sembrerà bella anche lei!! buona serata...ciao

Sari ha detto...

Buon 8 marzo, Fausta, splendido esemplare di donna.
Un abbraccio.

Sari ha detto...

Ciao Fausta, qui c'è tanto sole ed anche se a tratti fa freddo, la primavera è in arrivo, lo dicono le gemme che non s'ingannano.
Un abbraccio.

Carolina Venturini ha detto...

Che bella poesia! Sembra quasi una canzone!