domenica 2 giugno 2013

Quadro







I miei pensieri somigliano stasera

a quest’acqua bambina

che corre a passettini d’argento

dietro tutte le barche.

L’ombra del promontorio,

sul bianco mare,

- bassa nota rauca

in questa sviolinata crepuscolare -

ha il colore abbrunato di un rimorso;

ma, sulla punta,

- nitido come uno squillo battagliero -

l’ansito del faro palpita,

anelando al largo.



(Antonia Pozzi, da Poesie inedite)

mercoledì 8 maggio 2013

AFRICA



I Bambini che verranno,

si aspettano un mondo migliore

senza guerre

... senza razzismo,

senza prigionia.

Si aspettano un mondo

che li accolga nella Pace,

e nell’armonia

nella libertà

e nella speranza.



(Agnese Ginocchio)

domenica 5 maggio 2013

So che stai leggendo


So che stai leggendo tardi questa


poesia, prima di lasciare l' ufficio

con l'abbagliante lampada gialla e la finestra nel buio

nell'apatia di un fabbricato sbiadito nella quiete

dopo l'ora di traffico. So che stai leggendo questa poesia

in piedi nella libreria lontano dall'oceano

in un giorno grigio di primavera, fiocchi sparsi di neve

spinti attraverso enormi spazi di pianure intorno a te.

So che stai leggendo questa poesia

in una stanza dove tanto è accaduto che non puoi sopportare

dove i vestiti giacciono sul letto in cumuli stagnanti

e la valigia aperta parla di fughe

ma non puoi ancora partire. So che stai leggendo questa poesia

mentre il treno della metropolitana perde velocità e prima di salire

le scale

verso un nuovo tipo d'amore

che la vita non ti ha mai concesso.

So che stai leggendo questa poesia alla luce

del televisore dove immagini mute saltano e scivolano

mentre tu attendi le telenotizie sull'intifada.

So che stai leggendo questa poesia in una sala d'attesa

di occhi che s'incontrano sì e no, d'identità con estranei.

So che stai leggendo questa poesia sotto la luce al neon

nel tedio e nella stanchezza dei giovani fuori gioco,

che si mettono fuori gioco quando sono ancora troppo giovani.

So che stai leggendo questa poesia con una vista non più buona, le spesse lenti ingigantiscono queste lettere oltre ogni significato però continui a leggere perché anche l'alfabeto è prezioso.

So che stai leggendo questa poesia mentre vai e vieni accanto alla stufa

scaldando il latte, sulla spalla un bambino che piange, un libro

nella mano

poiché la vita è breve e anche tu hai sete.

So che stai leggendo questa poesia non scritta nella tua lingua

indovinando alcune parole mentre altre continui a leggerle

e voglio sapere quali siano queste parole.

So che stai leggendo questa poesia mentre ascolti qualcosa,

diviso fra rabbia e speranza

ricominciando a fare di nuovo il lavoro che non puoi rifiutare.

So che stai leggendo questa poesia perché non rimane

nient'altro da leggere

là dove sei atterrato, completamente nudo.



(Adrienne Rich)

(Il quadro è di Charles Perugini)

sabato 4 maggio 2013





Vengo dal vasto mare, dalle cime de' monti,

ma non conosco il luogo lontano dove sono nato.

Al triste uccello porto messaggi di Primavera,

... in fondo al suo nido riverso gelsomini d'argento.

Rotolo sopra l'erba, e allo stelo del tulipano m'avvinghio,

e colori e profumi gli spremo nell'intimo seno;

e, a che non si pieghi a mie carezze il suo gambo,

soavissimo e lieve mi abbraccio al colle del fiore.

E quando il Poeta lamenta il dolor dell'Amica

alitando a fiotti, mi mescolo ai suoi melodiosi sospiri.



Muhammad Iqbal (Sialkot, attuale Pakistan 1877 - Lahore 1938)

martedì 26 marzo 2013

Sara' come tornare a casa







Appoggerò la testa alla tua spalla

fermandomi un attimo in questo vorticare,

mi accarezzerai lieve i capelli

lasciandovi un bacio a fior di labbra.



Appoggerò la testa alla tua spalla

un giorno, prima o poi,

mi stringerai leggero tra le braccia

mi abbandonerò sospirando



e sarà come tornare a casa

dopo un lungo lungo viaggio.

(Paola Surano)





venerdì 4 gennaio 2013

Holy Sonnets n°10




Morte non essere fiera, sebbene alcuni ti abbiano chiamata

potente e terribile, perché tu non lo sei,

perché coloro che tu pensi di sconfiggere,

non muoiono, povera morte, né tu mi puoi uccidere.

Dal riposo e dal sonno, che non sono altro che tue immagini,

molto piacere, quindi da te un piacere molto maggiore si deve trarre,

e più in fretta i nostri migliori uomini se ne vanno con te,

riposo per le loro ossa e liberazione dell’anima.

Tu sei schiava del Destino, del caso, del re, e degli uomini disperati,

e convivi con il veleno, la guerra e la malattia,

e il papavero o gli incantesimi ci fanno dormire altrettanto

e meglio del tuo colpo; allora perché ti gonfi?

Dopo un breve sonno, ci svegliamo per l’eternità.

E la Morte non ci sarà più; Morte, tu morirai.

(John Donne)

giovedì 20 dicembre 2012

Sassi




Sassi scagliati contro vento

sfrecciano sibilanti nel

terrore di un impatto

esorcizzano paure di ferire

incontrano specchi d' acqua

son luccichii di vita

sguazzi di gioia

tuffi di speranza

osservo rapito

una goccia tra cento.



R. Fieldyes