T'amo vecchio fico,
t'amo da quando
bambina
giocavo con le Tue foglie
e della Tua infruttuescenza
ne gustavo la spensieratezza
delle ore tarde del pomeriggio.
I tuoi frutti nascosti li conservo nel petto,
li conto come le ore del mio tempo.
A capo chino
mi genufletto a te
nell'ora del pianto
e in te mi ritrovo.
Lacrima di miele e sale,
ombra di luce
mia vita.
(della mia carissima Laura)
venerdì 19 agosto 2011
martedì 16 agosto 2011
L’ISOLA DEI TEMPI
Sto camminando
nel tempo dei ricordi.
Le ore passando
mi hanno deposto
delicatamente
sulla sponda
come un’errante
addormentato.
Tanti ricordi
ho trovato ad aspettarmi
alcuni col sorriso
altri col pianto,
ma tutti con amore.
Si gonfia il cuore!!
Intanto il tempo passa
senza sapere
quanto ancora
durerà la mia vita
e coloro che l’hanno colorata
con l’arcobaleno.
Strada facendo
getterò un po’ d’acqua,
anche una sola goccia
sopra la zolla
più arida e assetata,
anche una sola,
mi appoggerò alle ali
dell’angelo custode
che Dio mi manderà
e sarà bello
dove mi condurrà.
(Lia, mia dolcissima amica)
lunedì 1 agosto 2011
BAMBINI SULLA SPIAGGIA
I bambini s’incontrano
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Su di loro l’infinito cielo
è silenzioso, l’acqua s’increspa.
Con grida e danze s’incontrano
i bambini
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Fanno castelli di sabbia
e giocano con vuote conchiglie.
Con foglie secche intessono
barchette
e sorridenti le fanno galleggiare
sull’immensa distesa del mare.
(Tagore)
venerdì 15 luglio 2011
E una vita non basta
E una vita non basta:
ci sono uomini che non fanno in tempo,
altri che del proprio tempo sciupano
ogni istante.
E non basta una vita:
ci sono uomini che vivono
come scalassero una montagna,
altri che rotolano e non si sanno
fermare.
C’è chi vive misurando i passi,
valutando i percorsi…
Su quel filo teso ,che è la vita,
c’è chi guarda in basso
e chi oltre per spiccare il volo,
ma una vita non basta:
di rammarico e speranza,
di cose lasciate o perdute
e di sogni da inseguire
è fatta la vita!
E non basta mai.
Di parole taciute,
di occasioni mancate,
di affetti negati,
di slanci frenati,
di lacrime ingoiate,
di rancore covato,
di incontri sbagliati,
di attese tradite
è fatta la vita!
E non sempre basta
a colmare,
rimediare, risarcire…
E in ogni contrario troviamo
riparo e vigore,
perché non c’è gioia senza dolore,
ma una vita intera non basta,
perché sempre ci sorprende
la fine.
E presunta o vissuta
la vita ci abbandona
Poesia di Anna
domenica 3 luglio 2011
Desiderio di cose leggere
Giuncheto lieve biondo
come un campo di spighe
presso il lago celeste
e le case di un'isola lontana
color di vela
pronte a salpare -
Desiderio di cose leggere
nel cuore che pesa
come pietra
dentro una barca -
Ma giungerà una sera
a queste rive
l'anima liberata:
senza piegare i giunchi
senza muovere l'acqua o l'aria
salperà - con le case
dell'isola lontana,
per un'alta scogliera
di stelle -
(Antonia Pozzi, da Parole)
giovedì 30 giugno 2011
In attesa che l'amico torni
Tu non sai cosa sia la notte
sulla montagna
essere soli come la luna;
né come sia dolce il colloquio
e l’attesa di qualcuno
mentre il vento appena vibra
alla porta socchiusa della cella.
Tu non sai cosa sia il silenzio
né la gioia dell’usignolo
che canta, da solo nella notte;
quanto beata è la gratuità,
il non appartenersi
ed essere solo
ed essere di tutti
e nessuno lo sa o ti crede.
Tu non sai
come spunta una gemma
a primavera, e come un fiore
parla a un altro fiore
e come un sospiro
è udito dalle stelle.
E poi ancora il silenzio
e la vertigine dei pensieri,
e poi nessun pensiero
nella lunga notte,
ma solo gioia
pienezza di gioia
d’abbracciare la terra intera;
e di pregare e cantare
ma dentro, in silenzio.
Tu non sai questa voglia
di danzare
solo nella notte
dentro la chiesa,
tua nave sul mare.
E la quiete dell’anima
e la discesa nelle profondità,
e sentirti morire
di gioia
nella notte.
(David Maria Turoldo)
giovedì 23 giugno 2011
Vicenda d'acque (da Parole)
La mia vita era come una cascata
inarcata nel vuoto;
la mia vita era tutta incoronata
di schiumate e di spruzzi.
Gridava la follia d’inabissarsi
in profondità cieca;
rombava la tortura di donarsi,
in veemente canto,
in offerta ruggente,
al vorace mistero del silenzio.
Ed ora la mia vita è come un lago
scavato nella roccia;
l’urlo della caduta è solo un vago
mormorio, dal profondo.
Oh, lascia ch’io m’allarghi in blandi cerchi
di glauca dolcezza:
lascia ch’io mi riposi dei soverchi
balzi e ch’io taccia, infine:
poi che una culla e un’eco
ho trovate nel vuoto e nel silenzio.
(Antonia Pozzi)
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