mercoledì 25 maggio 2011

Sassolini

Una mia carissima amica mi ha scritto di aver partecipato al Concorso letterario indetto dalla Onlus Africadegna, la Comunità La Collina e l'associazione Oltre le
sbarre il cui tema era: I sassolini della speranza...per ritrovare il sentiero.
La sua deliziosa poesia ha vinto il terzo premio.....
Anche io la premio per la sensibilità e l'amore che dimostra in tutte le sue cose...




Stanno lì…

Senza rabbia né dolore

Stanno lì…

Sole Pioggia Vento

Stanno lì…

Qualcuno li raccoglie

Ascolta…

Silenzi di speranza

Musiche di sogni dimenticati

Parole che parlano la tua lingua, Natura

Per ritrovare il sentiero dell’Umanità.

(Carla)

martedì 17 maggio 2011

Credo in te amico



Credo nel tuo sorriso,
finestra aperta nel tuo essere.
Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.
Credo nel tuo abbraccio,
accoglienza sincera del tuo cuore.
Credo nella tua parola,
espressione di quello che ami e speri.
Credo in te amico,
così, semplicemente,
nell’eloquenza del silenzio.

(Elena Oshiro)

mercoledì 4 maggio 2011

CAPITANO! MIO CAPITANO!



O Capitano! mio Capitano! il nostro viaggio tremendo è finito,
La nave ha superato ogni tempesta, l'ambito premio è vinto,
Il porto è vicino, odo le campane, il popolo è esultante,

Gli occhi seguono la solida chiglia, l'audace e altero vascello;
Ma o cuore! cuore! cuore!
O rosse gocce sanguinanti sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.

O Capitano! mio Capitano! àlzati e ascolta le campane; àlzati,
Svetta per te la bandiera, trilla per te la tromba, per te
I mazzi di fiori, le ghirlande coi nastri, le rive nere di folla,
Chiamano te, le masse ondeggianti, i volti fissi impazienti,
Qua Capitano! padre amato!
Questo braccio sotto il tuo capo!
É un puro sogno che sul ponte
Cadesti morto, freddato.

Ma non risponde il mio Capitano, immobili e bianche le sue labbra,
Mio padre non sente il mio braccio, non ha più polso e volere;
La nave è ancorata sana e salva, il viaggio è finito,
Torna dal viaggio tremendo col premio vinto la nave;
Rive esultate, e voi squillate, campane!
Io con passo angosciato cammino sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.

WALT WHITMAN (1865)

domenica 1 maggio 2011

Il lavoro


Ma noi abbiamo rovinato, o Signore,
il lavoro umano.
Abbiamo sciupato il mistero della creazione.
Questa sera, o Signore,
Ti offro il lungo grido di ribellione
degli uomini, schiavi del lavoro.
Ti offro l'umiliazione e la pena di ognuno,
Ti offro la lotta di tutti,
Ti offro i bastonati, gl'imprigionati,
i mitragliati, gli uccisi,
A quell'esercito di lavoratori che lottano
con l'arma della sofferenza
perché siano liberi i loro fratelli.
Signore, illuminali con la Tua luce;
siano lucidi nel conflitto,
siano giusti nella lotta,
siano generosi nel dono.
Purifica il loro cuore, affinché si battano per amore
e tutti, liberi e fieri,
possano offrire al Padre alla fine dei tempi
il Paradiso
che con Te avranno costruito con le loro mani

(Michel Quoist)

mercoledì 27 aprile 2011

Habibi



Questa poesia è della mia carissima Carla P.
La trovo molto bella.
Anche a me Vittorio ha preso il cuore....


Habibì

Ora riposa,
Fratello

I tuoi sogni
Vivranno.

Cammineranno
Nei cuori
Degli Oppressi.

Canteranno
Con le voci
Di chi ti ha amato.

Suoneranno
Note di pace.

Parleranno
Di libertà .

Chiederanno
Giustizia.

Amicizia
Tra i popoli.

A Gaza
Hai donato
Un ideale
in cui credere.
Ora riposa,
Fratello.

I tuoi sogni viaggeranno
nei cuori di coloro
Che solo oggi
ti hanno conosciuto

Voleranno
Con la forza
del tuo coraggio.

Nascerà
un mondo
Senza bandiere
Né confini né stati.

Un mondo
Di Uomini.

Ora riposa, Vincitore

Vittorio, Vik

domenica 17 aprile 2011

Domenica delle Palme


GIORNI CATTIVI

Quando nell'ultima settimana

venne a Gerusalemme,

gli osanna gli risuonavano incontro,

dietro gli si affrettavano con rami.
,
Ma poi, giorni sempre più foschi e crudeli

da non raggiungere i cuori con l'amore

i sopraccigli corrugati a sprezzo,

ed ecco l'epilogo, la fine.
Con tutta la loro pesantezza di piombo

i cieli si coricarono sui cortili.


I farisei cercavano le prove

strisciandogli dinanzi come volpi.
E dalle cupe forze del tempio

fu dato in giudizio alla feccia,

e lo maledirono con quell'ardore

di quando prima lo esaltavano.
La folla, là d'intorno,

spiava dai portoni,

s'accalcava in attesa dell'esito

sospinta e risospinta.
E un bisbiglio si propagò lì vicino

e dicerie da molte parti.
E la fuga in Egitto e l'infanzia

già ricordavano come un sogno.
Ricordavano il pendio maestoso

del deserto e quel dirupo

da dove satana l'aveva tentato

con una potestà universale .
E il banchetto di nozze a Cana,

e la tavola attonita del miracolo,

e il mare su cui nella nebbia,

come su terra, era andato alla barca.
E l'affollarsi dei poveri nella capanna,

e la discesa con la candela nel sotterraneo

che a un tratto s'era spenta atterrita

quando il re suscitato si levò...

PASTERNÀK BORIS LEONIDOVIC

lunedì 11 aprile 2011

MEMORIA


È la memoria una distesa
di campi assopiti
e i ricordi in essa
chiomati di nebbia e di sole.

Respira
una pianura
rotta solo
dagli eguali ciuffi di sterpi:

in essa
unico albero verde
la mia serenità.

(Davide Maria Turoldo)