sabato 20 settembre 2014

Somiglio alla rugiada

Somiglio alla rugiada del tuo giardino.
Discreta e passeggera,
trasparente e vigile.
Riposo di notte
gli occhi stanchi di lacrime
che di giorno asciugano decisi, risoluti.
Ti riscaldo con il Sole,
ululo poi alla Luna.
I miei giorni sono l’estate,
le mie notti sono gli inverni,
i miei sogni sono l’autunno,
i miei canti la primavera.
Cambio, trasformo, rinasco e ritorno.



(autore ignoto)


martedì 28 gennaio 2014

NON È VERO



Non è vero che di nuovo la stanza striderà nel vento
come ora tra gli uccelli autunnali
che basterà scegliere i cenni
e oscillando sulla sedia pensare
che la pioggia disperda
il male di un intero pomeriggio.

Non sarà l'assenza di fessure di ogni vita
le foglie moltiplicate sui soffitti
il tremendo ascoltarci chini gli uni sugli altri
mentre rabbrividendo corriamo verso casa.
Nessuno ci farà percorrere di nuovo una ferita
avanti e indietro senza chiudere il solco.

Dovremo imparare, una volta soltanto:
restare quieti
come quando d'inverno manca a lungo la luce
sapere che non c'è offesa
che l'ombra ci ha colpito indistinta
vuota - e senza odio.

(Antonella Anedda)

martedì 24 dicembre 2013

È Natale...

Ho visto in una grotta nascere un bambino
Non aveva nulla,
se non l’amore grande dei suoi genitori.
Ma quanti bambini nascono e non hanno nulla
Neppure l’amore intorno a loro
…e non era Natale

Ho visto un uomo andare per le strade
A predicare l’amore
A donare il suo amore
Ma tanti uomini vivono
Per dedicare agli altri uomini la loro vita
….e non era Natale

Ho visto dietro quella grotta
Su quelle strade
Spuntare una Croce
Su cui un uomo – che era Dio
Ha accettato di essere inchiodato
Per aprirci la strada della Vita
….. ed ho capito


…...ed è Natale


venerdì 22 novembre 2013

Se avessi



Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.

... "Speranza a buon mercato!"
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.

E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

Gianni Rodari

mercoledì 25 settembre 2013

BALLATA DELLE DONNE



Quando ci penso, che il tempo è passato,

le vecchie madri che ci hanno portato,

poi le ragazze, che furono amore,

e poi le mogli e le figlie e le nuore,

femmina penso, se penso una gioia:

pensarci il maschio, ci penso la noia.



Quando ci penso, che il tempo è venuto,

la partigiana che qui ha combattuto,

quella colpita, ferita una volta,

e quella morta, che abbiamo sepolta,

femmina penso, se penso la pace:

pensarci il maschio, pensare non piace.


Quando ci penso, che il tempo ritorna,

che arriva il giorno che il giorno raggiorna,

penso che è culla una pancia di donna,

e casa è pancia che tiene una gonna,

e pancia è cassa, che viene al finire,

che arriva il giorno che si va a dormire.



Perché la donna non è cielo, è terra

carne di terra che non vuole guerra:

è questa terra, che io fui seminato,

vita ho vissuto che dentro ho piantato,

qui cerco il caldo che il cuore ci sente,

la lunga notte che divento niente.



Femmina penso, se penso l'umano

la mia compagna, ti prendo per mano

(Edoardo Sanguineti).



mercoledì 21 agosto 2013

Datemi

Datemi un crepuscolo


e una spiaggia

una spiaggia

e passi senza peso

altro...

che non sia

quello dell'ombra.



Non fatemi piangere

datemi

vi prego

un crepuscolo una

spiaggia infinita e orme

di gabbiani

da inseguire e nodi di vita

da sciogliere

senza rimpianti

dalle umide reti

di sogni

tirate vuote a riva.



Pregate

che il mio piede

errante

non conosca

l'aguzza spina

che il riccio

lascia a lutto

e non mi fermi il passo!



[Sa Cantadora]





martedì 16 luglio 2013

Du vecchiarelli






Sotto casa ce sta

'n mozzico de giardinetto,

ce so 'n paro de panchine

sgangerate e sverniciate.

Quanno sorte er sole

du vecchiarelli se scallano

accosto accosto.

Li vedo spesso e sento

che borbottano tra de loro.

-Rosetta mia, guarda

sto portafojo de pelle

e tutto conzumato

te l'aricordi me l'hai rigalato

quann'ero giovinotto

gajardo e bello.

Mo ciò sortanto du denti 'n bocca

e quarche capello su la capoccia

puro dentro sto portafojo

ce so sortanto du sordarelli

ammalappena sufficenti

p'arivà ar quindici der mese.

La sora Rosetta guarda

er marito drento l'occhi

'n sospiro stanco j'arisponne:

-Nun te preoccupà marito mio

'n giorno magni te

e 'n giorno magno io.

Er vicchiarello je da 'na carezza

co la mano tremante,

s'aripone er portafojo

drento la saccoccia

eppoi co un gesto lento

s'abbraccica la su Rosetta.

Li du vecchiarelli s'arzeno

inzieme se pijano pe mano

e lemme lemme s'avviano

filici verzo casa.

Poesia della mia cara amica Franca Bassi